Peschici

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Peschici è un comune italiano di 4.383 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano. Rinomata località balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education.

Territorio
Coordinate 41°57′0″N 16°1′0″E Altitudine 90 m s.l.m. Superficie 48,92 km² Abitanti 4 411 (31-12-2010) Densità 90,17 ab./km² Frazioni Manaccora, San Nicola Comuni confinanti Vico del Gargano, Vieste

Altre informazioni
Cod. postale 71010 Prefisso 0884 Fuso orario UTC+1 Codice ISTAT 071038 Cod. catastale G487 Targa FG Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa) Cl. climatica zona D, 1 427 GG Nome abitanti peschiciani Patrono sant’Elia Giorno festivo 20 luglio

peschici
istituzione
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Storia
Le prime notizie risalgono al 970 d.C., quando, gli Schiavoni, dopo aver allontanato definitivamente i Saraceni su ordine di Ottone I, fondarono Pesclizio sulle rovine di un casale distrutto dai Saraceni. Il primo documento circa la presenza slava circa l’esistenza dell’abitato di Peschici è una chartula offertionis del 1023, contenente, oltre alla donazione della Abazia di Calena all’Abazia di Santa Maria a Mare (Isole Tremiti) dell’arcivescovo Leone di Siponto. In tale documento sono presenti non solo riferimenti sull’abitato di Peschici, ma anche sulla presenza della comunità slava sul territorio e degli ottimi rapporti che tale comunità riuscì ad avere con la popolazione locale ed il suo sistema sociale. Un altro documento che conferma la presenza degli Slavi a Peschici è una donazione nel 1053, redatto da Slavi definiti come dimoranti nel castello Pesclizio. Nel 1154, durante la dominazione normanna Peschici risulta essere dipendente dalla contea di Lesina. Sono moltissimi i documenti che lo confermano tra cui un rogito del conte Goffredo de Ollia di Lesina e il datario della regina Giovanna (figlia di Enrico II d’Inghilterra, futura sposa di Guglielmo II). Il nome stesso di Peschici è probabilmente di origine slava, infatti la radice slava “pès” (o “pèsc”) si riferisce alla sabbia, i toponimi slavo pjèskusa e russo pèski indicano suolo sabbioso. Nel 1177 è sotto il feudo di Monte Sant’Angelo, donato da Guglielmo II detto il Buono alla moglie Giovanna d’Inghilterra. Sotto il dominio degli Svevi, Peschici passò momenti drammatici nella contesa tra impero e papato. Un cronista del tempo ci riferisce che nel settembre 1239, 25 galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro lo scomunicato Federico II, “prendono e prostrano Bestice (Peschici) e Bestie (Vieste)”. Federico II, tuttavia, farà ricostruire le fortificazioni dei due centri. Sotto la dinastia Angioina, Peschici è tra i pochi paesi fedeli a re Carlo, al tempo della venuta di Corradino di Svevia (1267). Nel 1274 prende parte con Bari, Monopoli, Trani, Vieste e Ortona nella flotta pugliese all’assedio di Almissa, città della costa Dalmata. Nel 1401 il feudo passa a re Ladislao di Durazzo.

Il Santo Patrono

DAL 19 al 21 luglio si ripeteranno, come ogni anno, i festeggiamenti per la festa patronale a Peschici (Foggia) dedicata a Sant’Elia. Tre giorni in cui si susseguono manifestazioni folkloristiche e gastronomiche nel borgo antico della città, con le sue tipiche cupole in stile orientale e caratterizzato dalle bianchissime stradine tortuose dove si possono visitare le botteghe dell’artigianato. La festa culminerà la sera del 21 con gli spettacolari fuochi pirotecnici sul mare. L’origine del culto di Sant’Elia avrebbe origine dal 970 d.C., quando i primi abitanti di Peschici, di origine slava, (“pès” o “pèsc” fa riferimento al suolo sabbioso) si misero sotto la protezione del santo, la cui devozione avevano importato dall’Oriente. E difatti la città fu fondata dagli Slavi nell’XI secolo, inviati da Ottone I per fronteggiare le minacciose invasioni saracene. Con la dominazione normanna passò di feudo in feudo e sotto gli Svevi Peschici visse momenti di difficoltà a causa della contesa fra papato e impero. Passò poi sotto gli Angioini e gli Aragonesi, vivendo sotto la costante minaccia dei Turchi. Narra una leggenda che, che un giorno del 1597, la punizione divina si scagliò su Peschici attraverso carestia, siccità e calamità naturali. Una immensa nuvola di cavallette oscurò il sole, minacciando di distruggere orti, vigneti, campi, oliveti. Gli abitanti allora “spolverarono” la statua del santo, da anni dimenticata, e la portarono per le vie del paese, ma in via Castello un vento impetuoso di libeccio sollevò anche le tegole delle case costringendoli a tornare precipitosamente in chiesa a pregare perché il santo li proteggesse. In meno di un’ora tutto cessò, l’aria si rasserenò e il sole riprese a splendere. Uno strato nero di cavallette, abbattute dal vento provvidenziale, giaceva sul lido della marina. Così dal 1597, la Chiesa Matrice, fu dedicata a Sant’Elia, Patrono.

sant'elia
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La chiesa è nota per le pitture sacre stile Bauhaus donate dall’artista Alfredo Bortoluzzi. Elia, fiero profeta, che indossava un mantello di pelle sopra un rozzo grembiule stretto ai fianchi, come otto secoli dopo vestì, Giovanni Battista, di cui è la prefigurazione, tornò in mezzo al popolo di Dio, ma non assistette al pieno trionfo di Jahvè. Morì misteriosamente nell’850 a.C., su un carro di fuoco. “Sant’Elia Profeta, santo biblico per eccellenza, -spiega Mastracchio Paolo nel libro “Peschici. Sant’Elia profeta. Il santo, la festa, il culto”- originario di Tisbe nella regione del Galaad a sud del deserto di Damasco, molto venerato nell’oriente cristiano, visse nel IX secolo prima di Cristo e si batté ferocemente contro i pagani dell’epoca. Venerato, oggi, in tantissimi luoghi delle regioni meridionali ed insulari italiane come reminiscenza della religiosità bizantina, il suo culto ha risvolti arcaici a Peschici sul Gargano dove la sua è una festa particolare con elementi storici ed antropologici di estremo interesse”. Che la cittadina di Peschici sia intrisa di una certa arcaica religiosità lo dimostra il fatto che Pupi Avati decise di girare qui alcune sequenze de I Cavalieri che fecero l’impresa, pellicola dedicata alle crociate. Inoltre, la cittadina garganica fu anche la location naturale di uno dei primi film ispirati alla Passione di Cristo dei Vangeli, vale a dire “Il Figlio dell’Uomo”, lungometraggio girato nel 1953, a cui parteciparono come comparse i pescatori di Peschici e i contadini di Rodi Garganico . Elia è il profeta del Dio vivente. Il suo stesso nome, che significa: “JHWH è Dio”, è il vero programma della sua vita. Si tratta di uno dei più grandi uomini dell’Antico Testamento: è colui che sta alla presenza del suo Dio ed è divorato dallo zelo per la Sua gloria. Le parole che si leggono nel primo libro dei Re “Zelo zelatus sum pro Domino Deo exercituum” (Sono pieno di zelo per il Signore Dio degli eserciti [1 Re 19,10]) riassumono il tratto essenziale della sua fisionomia – il cui simbolo è il fuoco (Sir 48,1) – che si delinea con straordinaria vivacità nel Testo sacro.

Chiese di Peschici

Parrocchia di Sant’Elia
Indirizzo: Largo Chiesa Madre, 71010 Peschici FG
La Chiesa di Sant’Elia è la Chiesa Madre di Peschici, edificata intorno al 1200. L’interno di questo luogo di culto, con pianta a croce latina, si presenta con un notevole arco trionfale, un bellissimo altare maggiore e ben sei cappelle laterali, due collocate sulla sinistra e quattro sulla destra. Di notevole rilevanza le tre iscrizioni latine presenti all’interno della chiesa, una situata dietro l’altare maggiore sopra il crocifisso e le altre due situate dentro due delle sei cappelle settecentesche. Il Patrono Sant’Elia è venerato dal 970 d.C. e viene festeggiato i giorni 19-20-21 di luglio.

Parrocchia di Sant’Antonio di Padova
Indirizzo: Piazza Sant’Antonio, 7, 71010 Peschici FG
Questa graziosa piazzetta, situata nel centro storico di Peschici, è un punto di ritrovo per la popolazione locale. Protetta dalla bianchissima Chiesa di Sant’Antonio di Padova, è caratterizzata anche dal bellissimo monumento eretto in onore di San Pio da Pietrelcina.

Parrocchia Santa Maria del Suffragio
Indirizzo: Piazza del Popolo, 71010 Peschici FG
Conosciuta anche come Chiesa di Santa Maria del Suffragio, questo luogo di culto è stato edificato nel centro storico di Peschici verso il XIX secolo. Utilizzato in passato dai monaci benedettini come ossario, oggi si presenta all’esterno con una bellissima torre campanaria con annesso orologio e all’interno con un notevole quadro del Paradiso, Purgatorio e Inferno collocato sul soffitto.