Lesina

lesina

Lesina è un comune italiano di 6.395 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano.

Territorio
Coordinate 41°52′0″N 15°21′0″E Altitudine 5 m s.l.m. Superficie 159,74 km² Abitanti 6 397 (31-12-2010) Densità 40,05 ab./km² Frazioni Marina di Lesina, Gargano Blu, Ripalta, Torre Mileto Comuni confinanti Apricena, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, San Nicandro Garganico, Serracapriola

Altre informazioni
Cod. postale 71010 Prefisso 0882 Fuso orario UTC+1 Codice ISTAT 071027 Cod. catastale E549 Targa FG Cl. sismica zona 2 (sismicità media) Cl. climatica zona D, 1 449 GG Nome abitanti lesinesi Patrono san Primiano Martire – san Firmiano Martire – san Rocco (compatrono) – Maria santissima Annunziata Giorno festivo 15 maggio

lesina
istituzione
lesina

Storia
Fondamentale per lo sviluppo della città è il Lago di Lesina. Lesina, nota ai romani e ai greci come Alexina, fu spesso funestata da terremoti e inondazioni marine, e la sua popolazione decimata dalla malaria. A testimonianza delle attività vulcaniche rimangono le acque calde del torrente Caldoli che scorre nei pressi del Santuario di San Nazario, nel Comune di Poggio Imperiale. Molti storici sono concordi nell’affermare che la popolazione si incrementò nel VII secolo quando, numerosi cittadini di Lucera, distrutta dall’Imperatore Costante II, si rifugiarono a Lesina con il loro Vescovo. Inoltre la pescosità del lago richiamò molta altra gente dai dintorni e dalla sponda opposta dell’Adriatico, come dall’isola di Lesina in Dalmazia. Lesina era recintata da un antico muro di protezione sia dal mare che contro le passate scorrerie dei Saraceni e dei pirati slavi. Svariate sono le fonti storiche medievali riguardanti gli eventi lesinesi nel Medioevo. Nel Cronicon Volturnense di Leone Ostiense, si legge che Grimoaldo, Principe di Benevento nel cui dominio era anche Lesina, donò nel 788 a Teodomare, Abate di Montecassino, la peschiera del lago di Lesina. Già in quei tempi i pesci della laguna erano rinomati, specialmente a Napoli, dove nel periodo di Natale carri trainati da cavalli carichi giungevano in due giorni. Essi erano così abbondanti che si mettevano sotto sale per conservarli ed esportarli all’estero. Nel 1010, il Conte Gualtieri, Normanno, possessore di Lesina, fece restituire ai monaci di Montecassino le peschiere, il mulino sul Lauro, la chiesa di San Pietro ed altri possedimenti di San Benedetto. Nel Catalogo dei Baroni che parteciparono all’impresa in Terra Santa sotto Guglielmo II “Il Buono”, viene nominato un Loffredo, Conte di Lesina, insignito del titolo di Regio Giustiziere e che nel 1164 donò a Leonate, Abate del Monastero di San Clemente di Casauria un luogo “prope Alisinam pantano circumndatam, versus Septemtrionem, in quo ecclesia Beati Clementis quondam fuerat”. Nel 1269, sotto la dinastia Angioina, per donazione di Carlo I e Carlo II d’Angiò, suo figlio primogenito, fu devoluto l’intero contado di Lesina alla Regia Curia e durò così sotto il Regno dei Durazzo fino a che Margherita, vedova di Carlo III, ricevette in dono la laguna dal figlio Ladislao Jagellone che allora era Re di Napoli.

Il Santo Patrono

A San Primiano è dedicato, in realtà, tutto il mese di maggio; la prima domenica del mese il simulacro viene trasferito dalla chiesetta a lui dedicata alla Chiesa Madre, con una breve processione per le vie del paese. L’ultima domenica di maggio la statua di San Primiano viene portata sulle acque del Lago di Lesina a bordo di tipiche imbarcazioni lagunari, chiamate “sandali”, per la benedizione delle acque e affinchè vi sia sempre abbondanza di pescato: una testimonianza, questa, che sottolinea il legame ancestrale tra religiosità paesana e vita sociale ed economica che gravita da sempre attorno alla laguna.Le notizie su questo santo martire Primiano e dei suoi tre compagni di commemorazione, Alessandro, Firmiano e Tellurio, riguardano solo le loro reliquie e narrate in due libri di qualche secolo fa: “Acta SS. Aprilis” III, Venezia 1738 pag. 575 e “Acta SS. Mai” V, Venezia 1741 pag. 836-39. Tutto inizia nel periodo in cui i bizantini distrussero la città di Lucera, oggi in provincia di Foggia, sotto il comando dell’imperatore Costante II (641-668), il vescovo e gli abitanti si trasferirono in una località vicino al mare sul Gargano, e lì fondarono Lesina (Foggia). Nel secolo IX i Saraceni in una delle loro ricorrenti, devastanti e sanguinose escursioni sui lidi dell’Italia specie Meridionale, arrivarono a distruggere anche l’antica città di Larino (provincia di Campobasso in Molise). Di questo rovinoso evento profittarono gli abitanti di Lesina, i quali saputo dell’abbandono delle chiese di Larino e con l’intenzione di fornire le loro chiese di sacre reliquie, specie di martiri, asportarono da questa città quasi distrutta i corpi dei santi Primiano e Firmiano, che la tradizione vuole che siano due martiri di Larino, vittime della persecuzione di Diocleziano del 303, forse fratelli, anzi si crede che ci sia anche un terzo fratello di nome Casto pure martire, ma questo non è documentato.

san primiano martire lesina 01
san primiano martire lesina 02

Ritornando all’appropriazione delle reliquie, ciò non era una novità in quell’epoca, dove tali “sacre rapine”, fatte per instaurare un culto, erano all’ordine del giorno. A questo punto bisogna saltare al 28 aprile 1598, quando le reliquie dei su citati quattro santi Primiano, Firmiano, Alessandro e Tellurio, furono portate solennemente a Napoli e deposte poi nella grande chiesa dell’Annunziata. L’antefatto fu che essendo in rovina la cattedrale di Lesina, la Casa Reale Spagnola di Napoli incaricò il sacerdote Aurelio Marra per i dovuti restauri, che all’esame risultarono inutili, vista la decadenza dell’edificio, allora il sacerdote preferì ricercare nella cripta le reliquie di santi eventualmente lì conservate. E così in varie riprese trovò i corpi su citati, sepolti sotto l’altare della cripta, in urne di marmo contenenti lamine di piombo con i rispettivi nomi, del solo Primiano vi era un’immagine che lo raffigurava con una palma in mano, emblema dei martiri, degli altri non vi erano indicazioni e a s. Primiano era dedicata la cattedrale di Lesina; tutto ciò fu relazionato dallo stesso Aurelio Marra. Le reliquie di s. Primiano e di s. Firmiano, con i due busti che li raffigurano, sono stati poi riportate a Lesina, a cura dell’attuale parroco nell’anno 2000 e sistemate alla venerazione dei fedeli nella parrocchia dell’Annunziata, sorta sui resti dell’antica ed omonima cattedrale di Lesina. A San Primiano è dedicato, in realtà, tutto il mese di maggio; la prima domenica del mese il simulacro viene trasferito dalla chiesetta a lui dedicata alla Chiesa Madre, con una breve processione per le vie del paese. L’ultima domenica di maggio la statua di San Primiano viene portata sulle acque del Lago di Lesina a bordo di tipiche imbarcazioni lagunari, chiamate “sandali”, per la benedizione delle acque e affinchè vi sia sempre abbondanza di pescato: una testimonianza, questa, che sottolinea il legame ancestrale tra religiosità paesana e vita sociale ed economica che gravita da sempre attorno alla laguna. 

Chiese di Lesina

Parrocchia Santissima Annunziata
Indirizzo: Piazza Annunziata, 8, 71010 Lesina FG
Questa imponente costruzione, una tra le più slanciate e di stile greco-romano, si ritiene che la prima costruzione sia avvenuta nel tempo della nascente venerazione-devozione per i SS. Martiri. L’attuale chiesa Cattedrale di Lesina, costruita tra gli anni 1828 – 1837, sorge sul basamento della precedente, costruita a sua volta, nella seconda metà del ‘600 nei pressi della chiesa andata distrutta durante il terremoto del 1630. L’interno è ad unica navata con due cappelle laterali, sormontate da dipinti raffiguranti la Santa Croce e l’Eucarestia. Gli affreschi, in sostanza, rappresentano la vita di Gesù e sono opera del Maestro Bocchetti Gaetano di Piedimonte D’Alife nel napoletano.

Parrocchia Ss. Rosario e San Primiano
Indirizzo: Piazza Venezia, 71010 Lesina FG
Questa costruzione, più piccola della Chiesa SS. Annunziata, è più recente, sebbene si possa congetturare qualche rifacimento. Essa deve essere intesa come l’antica chiesa della Confraternita del Santo Rosario. Il Gallarano nel 1730, descrive la chiesa di San Primiano come una “non piccola chiesa che teneva la facciata verso oriente in uno spiazzato che principalmente si prendeva dalla larga via che proveniva dalla parte maggiore della città”. Tale chiesa era arcipretale, di struttura d’atrio con torre campanaria, navata, testa, cappella, sagrestia, e più stanze superiori di abitazioni dell’arciprete. Un tempo era corredata da un bel complesso interno ligneo che faceva risalire alle semplici campane che sovrastano la piazzetta ancora oggi ben custodita.

Parrocchia Stella Maris     Marina di Lesina
Indirizzo: Viale Pietra Maura, 1, 71010 Lesina Marina FG
La chiesa Stella Maris ha una forma di un poligono irregolare e si trova all’incrocio di tre importanti viali: Viale dei Platani, Viale Pietra Maura e Viale del Sole. Mons. Criscito e l’architetto Francia idearono insieme la costruzione di una Chiesa in Marina di Lesina, perché potesse essere centro di vita ecclesiastica e di autorità religiosa di tutto quel versante del Gargano, come lo era stato Lesina per il passato. Dopo aver ottenuto i pareri favorevoli delle autorità competenti, fu iniziata, verso la metà del 1981 l’opera, che fu portata a termine nel 1988. L’aula di Culto ha forma interna simile ad un calice o ad una tazza ed ha una copertura inclinata. verso l’altare. Questo complesso, una volta completato in ogni sua parte, potrà essere in grado di alloggiare circa una trentina di ospiti.